Comiso

Di origine greco-romana, la cittadina posta sulle pendici dei monti Iblei, e le strade che portano ad essa concedono suggestive e ampie vedute sulla valle dell’Ippari e giù fino alla costa.

Abitata fin dall’antichita, Comiso fu per quasi quattro secoli anni feudo della famiglia Naselli (1453-1812) e appare d’aspetto settecentesco, in seguito alla ricostruzione intrapresa dopo il terremoto del 1693.

L’edificio simbolo del comune e il castello Naselli, di origine gotica, decorato da affreschi trecenteschi e ricavato, pare, da un precedente battistero di età bizantina.

La piazza del municipio è arredata dalla “Fonte Diana”: essa aveva la funzione di raccogliere le acque che andavano ad alimentare un bagno di età romana, le cui tracce si trovano sotto l’attuale municipio. La Fonte Diana conserva dei mosaici visibili lungo il tratto di strada che congiunge piazza Fonte Diana a piazza delle Erbe; il resto è conservato presso la biblioteca comunale.

Anche Comiso è ricca di Chiese e Palazzi che devono essere visitati per lo splendore dei numerosi stili che vi si fondono.

In via Ippari, da visitare e la chiesa di San Francesco di origine duecentesca. L’edificio è stato arricchito nel 1517 della cappella Naselli, esempio significativo di architettura siciliana in cui confluiscono numerosi stili.

Interessanti sono anche la chiesa Madre, con la facciata the si innalza con doppio ordine di paraste (attualmente il campanile è in restauro per un crollo alla sommità), e la chiesa tardo-settecentesca della Santissima Annunciata, con I’armoniosa parte absidale e il pregevole campanile.

Comiso è rinomata per le attività artigianali: la lavorazione della pietra del luogo, “la pietra di comiso”, molto apprezzata anche all’estero, e i mosaici, di evidente discendenza greca e romana.




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